martedì 12 febbraio 2008

per chi un giorno mi ha detto CHE TANTO SEI UN'ILLUSA, NON CAMBIA MAI NIENTE..

non c'è nulla di male nell'avere un sogno..forse ci possiamo ancora credere.


“La storia siamo noi”

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori

1 commento:

Anonimo ha detto...

"viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatore, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li coltivano, li mantengono, li moltiplicano, li condividono. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso". L. Sepulveda - il potere dei sogni.

Ragazzi credo che sognare non è mai sbagliato, sognare un mondo migliore non lo è neppure, ma spesso come vediamo in Italia noi non possiamo vedere avverare i sogni se non credono in noi, ma forse anche noi sbagliamo a non pretendere le cose e a sperare che forse tutto arrivi a noi senza sforzo. Ciao democratici