mercoledì 16 gennaio 2008

questa è la lettera che abbiamo inviato a Walter Veltroni

Caro Walter,

chi ti scrive è un gruppo di giovani democratici, che proviene da diverse esperienze politiche e che il 14 Ottobre si è cimentato nella grande sfida partecipativa delle elezioni primarie per l’assemblea costituente del PD, riempiendo di tante fresche idee le diverse liste supportate. Sentiamo la necessità di esprimere la nostra vicinanza al percorso per la costituzione della futura organizzazione giovanile del PD, per la quale nascita i massimi livelli di direzione politica del Partito hanno dimostrato di credere, sostenendo un processo di massima partecipazione e apertura alle giovani generazioni del paese. E’ questa un’esigenza che facciamo nostra e, pertanto, ci rivolgiamo a Te per sollecitarti alcune riflessioni. Riteniamo, infatti, che l’occasione data dall’imminente disciplina ed indizione delle primarie dei giovani sia troppo preziosa e innovativa per non tenere presente le peculiarità proprie del radicamento territoriale della costituenda organizzazione. Provenendo da esperienze giovanili differenti (partitiche, sindacali, sociali o culturali) convergiamo tutti nella convinzione che un movimento giovanile è tanto più vero e sentito dalla nostra generazione, quanto più nasce, si nutre e cresce nel territorio. Ci piace la metafora delle formiche di 'A bug's life' utilizzata dopo la conferenza stampa, poiché così ci sentiamo: ciascuno impegnato nella propria comunità, lavorando per essa attraverso azioni quotidiane nelle associazioni, nelle scuole, nei partiti, in parrocchia, in università. Per questo riflettiamo intorno alla necessità che i nostri sforzi siano tesi non tanto a rafforzare una struttura centrale consolidata, quanto a raccogliere la sfida della chiamata alla partecipazione di migliaia di giovani per diffondere la percezione immediata dell’esistenza e della vicinanza di un movimento giovanile fatto della passione, dell’inquietudine, delle aspettative, delle intuizioni e della voglia di cambiare di quel mondo giovane che vive il nostro presente.

Si potrà realizzare tutto questo solo se la grande festa della partecipazione sarà anche occasione di elezione di coordinamenti territoriali, condizione essenziale per il radicamento capillare di un’organizzazione che non viva di una mera ribalta mediatica e centralizzata. Altro tema fondante è quello della vocazione realmente giovanile del nostro movimento.
Abbiamo bisogno di un’organizzazione che non punti a formare dei quadri futuri per il partito, bensì a formare una coscienza politica matura nei luoghi per antonomasia dedicati allo stimolo di una coscienza critica. Pensiamo, dunque, alle scuole e alle università. Riteniamo, pertanto, che un movimento giovanile democratico al passo con questa sfida debba avere come suo segmento generazionale di riferimento l’età media di conclusione degli studi universitari. Un soggetto politico giovanile così strutturato non dovrà mai replicare esperienze fallimentari “ghettizzanti” dei giovani. L’ambizione del partito nuovo, infatti, è di essere il partito delle giovani generazioni. La partecipazione e l’elezione di tanti under 30 il 14 Ottobre è stato il segnale inequivocabile di quanto tantissimi ragazzi abbiano voluto cogliere la sfida del rinnovamento generazionale tramite la costruzione del Partito che, nascendo dalla società, poneva al centro dell’agenda politica il tema della questione generazionale come questione nazionale, intesa come innovazione delle classi dirigenti diffuse del Paese ad ogni livello. Emerge, pertanto, l’esigenza che la costituzione del movimento giovanile del PD nasca per intrecciarsi con il Partito, per alimentare di continuo la spinta innovativa che ha contraddistinto la sua genesi. Abbiamo bisogno di integrarci e non di separarci. Abbiamo bisogno di autonomia che non diventi mai segregazione. Che senso avrebbe fossilizzarci in una miriade di organismi speculari a quelli del partito se le giovani generazioni hanno riempito di fresche energie le assemblee costituenti e sovrane del partito?

In conclusione, vogliamo batterci insieme a Te e a Dario Franceschini per far vivere questo dibattito da subito tra le giovani generazioni, rendendo realmente partecipata la determinazione delle regole che consentiranno di rendere tangibile questo comune sentire nella grande consultazione partecipativa che assieme ci vedrà impegnati.

Con affetto.
Giulia Di Pierro, Mario Castagna, Pieranna Buizza, Francesco Morra, Marina Nenna, Roberto Stasi, Daniele Corini, Anna Ascani, Pasquale Pirro, Giacomo Possamai, Federico Cipollini, Thomas Casali, Michele Lampignano, Felice Di Leo, Antonio Noci, Emanuele D’Onofrio

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao democratici,
sono il webmaster del sito della Sg di Catania (non so se vi ricordate), ho letto la vostra lettera e la trovo molto interessante... continuate così