
Mi fa specie leggere che i nostri amministratori abbiano colto la palla al balzo utilizzando un dramma campano per poter avvallare la loro non mai sopita voglia di costruire un Termovalorizzatore nella nostra “ridente” città.
Io credo che non sia giusto paragonare la nostra realtà a quella di una regione in cui il problema ha radice ben più complicate delle nostre e che da anni non riesce a venirne fuori.
Non sarebbe meglio “invogliare” la popolazione ad un corretto utilizzo del servizio rifiuti, sottolineando la bontà della raccolta differenziata (magari porta a porta) e dandosi da fare da subito all' avvio di un progetto in tal senso.
Per fortuna la nostra situazione non è come quella campana ma possiamo darci da fare per poter in futuro essere felici di una giusta politica intrapresa oggi.
Come si fa ad essere cosi certi di una struttura che produce diossine sulla quale ancora oggi sono in corso studi di ricerca sulla natura innocua?
La diossina per quello che si sa fino ad oggi è TOSSICA PER L'ORGANISMO UMANO, è POCO VOLATILE per via del suo elevato peso molecolare e questo comporta la sua totale insolubilità nei grassi. Questo comporta il suo accumulo in TEMPI relativamente BREVI nel TESSUTO ADIPOSO UMANO e proprio per questo una volta inalato o ingerito l' ORGANISMO UMANO NON LA SMALTISCE.
Ad oggi la SOGLIA MINIMA di SICUREZZA è ancora OGGETTO di INVESTIGAZIONE SCIENTIFICA. C' è il rischio che le leggi oggi in vigore siano tarate sulle concentrazioni minime raggiungibili dagli attuali impianti perchè corrispondono alle concentrazioni medie che è possibile ottenere dai migliori filtraggi di strutture simili.
Il termovalorizzatore non è l'unico impianto in grado di produrre diossina tossica e allo stesso tempo la via inalatoria non è la via prediletta per la sua assunzione bensì l'ingestione di cibi contaminati. Non esistono filtri capaci di fermare nanoparticelle inferiori a Pm 2,5 le quali sono in grado di coprire distanze per centinaia di Km e depositarsi sul terreno o essere direttamente respirate.
La cosa più sconcertante è che pur di incentivare un eventuale costruzione dell'impianto si sono dimenticati che comunque questo produrrebbe rifiuti: ceneri che rappresentano il 30% dei rifiuti in entrata e altre sostanze di scarto che rientrano nella categoria di rifiuti speciali,più difficili e pericolosi da smaltire. Quindi il problema delle discariche permarrebbe,anzi da rifiuti e basta, dovremmo smaltire rifiuti tossici.
Non allevierebbero la disoccupazione locale in quanto determinerebbe un livello di occupazione inferiore al personale che servirebbe per un impianto di riciclaggio.
Non garantirebbe un alto recupero energetico perchè il risparmio di energia che si otterrebbe dal riciclaggio di un qualsiasi materiale sarebbe superiore all'energia prodotta dalla sua combustione. Solo la plastica, la cui valenza tra i rifiuti urbani è dell'11%, sarebbe l'unica frazione merceologica la cui combustione sarebbe vantaggiosa.
QUINDI RICICLARE E COMPOSTARE I RIFIUTI E' UN APPROCCIO PIU' SOSTENIBILI IN TERMINI DI INQUINAMENTO, SICUREZZA e GARANTISCE PARECCHI POSTI DI LAVORO.
M.P.

1 commento:
grande il nostro quasi-dottore!!!
Purtroppo questa storia dell'inceneritore va avanti da millenni ormai, e la discussione è sempre imperniata su questioni di principio e mai su valutazioni in termini di opportunità e validità dello strumento di smaltimento dei rifiuti. Anch'io ritengo che sia molto più salubre ed efficace sensibilizzare la popolazione tranese alla raccolta differenziata. Magari premiando chi la fa e penalizzando chi non la fa attraverso una tassazione differenziata...
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