domenica 20 gennaio 2008

cosa mi frulla in testa adesso...

ieri sera nel Castello di Barletta si è tenuta una assemblea del partito democratico che aveva come tema lo sviluppo del territorio ed annoverava tra gli ospiti, oltre all'onorevole Sinisi, anche il segretario generale Michele Emiliano..
ovviamente era una occasione troppo ghiotta per non dire la nostra..
e così mi sono preparata un intervento perchè non volevo dimenticare niente nè lasciare nulla al caso ed ora ve lo posto..

"Mi presento mi chiamo marina ed ho 22 anni: che sia giovane si vede e la mia altezza toglie anche quei pochi dubbi che potevano esserci…solo che per quella ormai non c’è più nulla da fare!

22 anni dicevo, quindi giovane, giovanissima:

troppo giovane per laurearmi,

troppo giovane per mantenermi da sola,

troppo giovane per avere un lavoro a tempo indeterminato, e quindi anche troppo giovane per accendere un mutuo per la casa, troppo giovane per essere indipendente,

troppo giovane anche per sposarmi perciò,

troppo giovane per svolgere il lavoro per il quale ho studiato,

troppo giovane per candidarmi come parlamentare, figurarsi come senatrice,

troppo giovane, in pratica, per far parte di qualunque settore di questa Italia.

Questo è quello che ho adesso tra le mani:

un diploma di liceo classico conseguito con il massimo dei voti che non mi dà però nessuno sbocco lavorativo e nessuna competenza specifica, a dispetto delle tante ore trascorse sui libri di greco;

anni di lavoretti part-time senza contratto e malpagati che si perdono da un giorno all’altrosenza preavviso, perché “tanto sei giovane ed è giusto maltrattarti un po’: devi fare la gavetta” dicono.

Cos’altro possiedo?

Per ora solo i libri di diritto tributario per il prossimo esame all’università.

Qualcuno dirà: sei fortunata, hai potuto continuare gli studi; quando ti sarai laureata sarai qualcuno e guadagnerai bene.

Ne siete sicuri? Vi racconto allora la storia di un Tranese, laureato in scienze della comunicazione a Perugia con 110 e lode ed in corso. Era studente fuori sede e i suoi genitori, insegnante e ferroviere in pensione hanno fatto sacrifici su sacrifici per permettergli di inseguire le sue aspirazioni. Una volta laureatosi, ha iniziato a inviare curricula su curricula, ma non era neanche ammesso ai colloqui perché carente di esperienza pratica: in fondo aveva solo studiato alacremente per 18 anni.

Dopo sei mesi la decisione di partire per la Gran Bretagna per seguire un corso di Inglese e magari cercare un’occupazione, perché a 25 anni dover ancora chiedere denaro ai propri genitori anche per offrire una cena alla propria ragazza è umiliante.

Ebbene, a distanza di una settimana dal suo arrivo aveva trovato un impiego con contratto a termine ed oggi lavora in una grande società a Manchester, guadagna più di sua madre, professoressa di inglese e francese in Italia e precaria da 20 anni, ed aspetta che proprio in questi giorni gli sia ufficializzato un avanzamento di carriera che gli consentirà di svolgere il lavoro per il quale ha studiato: ha 27 anni, un nuovo entusiasmo, continua a credere nei suoi sogni perché sa che adesso è ad un passo dal realizzarli, ma è lontano chilometri dalle persone che ama perché vede i suoi genitori solo due volte l’anno.

Se fossimo ai mondiali di calcio saremmo dieci a zero per la Gran Bretagna sull’Italia. Ma purtroppo non è un gioco.

Potrebbe sembrare retorica ma essere giovani in italia oggi è difficile: ingiustizie, raccomandazioni e nepotismo distruggono anche le volontà più forti, i carattere più battaglieri e i sognatori più indefessi.

Al Partito Democratico non chiediamo miracoli, né di soddisfare i nostri desideri, né di risolvere i nostri problemi e nemmeno di trovarci un’occupazione, come molti politicanti promettono in campagna elettorale. Chiediamo opportunità: chiediamo di darci uno strumento per contare davvero là dove si decide, per far pesare la nostra volontà; per farci combattere da soli le nostre battaglie, per costruirci da soli i nostri sogni, le nostre ambizioni e il nostro futuro.

Perché questo futuro tanto decantato da destra e sinistra vogliamo costruircelo noi, con la nostra inesperienza con i nostri errori, con le nostre ingenuità e le nostre fragilità, ma anche con l’entusiasmo e l’avventato slancio dei nostri anni, che sono VERDI come le quote che non sono più state assicurate nei direttivi cittadini, e nelle quali noi tutti un po’ speravamo. Perchè a 60 anni dalla promulgazione della Costituzione, l’Italia è di nuovo tutta da ricostruire e noi ci siamo già rimboccati le maniche: se ci volete, siamo già pronti!"

Speravo di ricevere meno applausi e più risposte..visto che non ne ho avute!perchè forse non si è capito che il mio non era un intervento apologetico, bensì polemico...ma si sa che in Italia se non si fa la voce grossa, non si viene ascoltati. Si è ormai persa l'abitudine di discutere con toni pacati.

difatti dopo il mio intervento, si è scatenata una polemica molto urlata sulle correnti interne al Partito democratico e sulla ripartizione che è stata fatta degli incarichi. Decine e decine di interventi ripetitivi si sono succeduti come una cascata inesorabile facendo protrarre l'assemblea sino alle 9 di sera: tutti hanno voluto dire la loro...anche se due secondi prima lo stesso concetto era già stato espresso. Ma tanto non importava, perchè lo scopo era esserci, perchè come disse Andy Warhol "TUTTI IN FUTURO AVRANNO ALMENO 15 MINUTI DI NOTORIETA'", a parer mio, però, è importante vedere come te li giochi questi minuti...alla fine, come a scuola, abbiamo anche nominato l'intervento più bello..
come sempre fanno eccezione gli interventi dei ragazzi dai quali paradossalmente vengono sempre inviti alla RIFLESSIONE SULLA SITUAZIONE ODIERNA, ALLA SAGGEZZA, AL DIALOGO: mi sa che i ragazzi oggi sono più saggi e con i piedi per terra dei grandi.
Purtroppo mi trovo a ribadire la mia frustrazione per non aver ricevuto delle risposte: evidentemente la prossima volta mi dovrò mettere anch'io ad urlare finchè non mi fanno sedere al tavolo delle celebrità, come ha fatto qualcuno.



maga magò

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao carissimi amici,
sono sempre il webmaster della Sg di Catania, ho appena letto questo topic e trovo molto condivisibili le parole di Marina perché anche io mi ci rivedo all'interno e mi pongo gli stessi dubbi.

Visitate anche il mio blog... visto che siete presenti tra i preferiti.


P.S.: Ho inviato il mio contatto msn e e-mail alla vostra e-mail (Marina me l'aveva chiesto)

Anonimo ha detto...

Marina ho voluto segnalare la tua discussione perché dopo aver visto sul sito dei fermenti pubblicata una mia discussione, ho ritenuto giusto segnalare pure questa tua perché la trovo molto interessante.
So che dovevo chiederti il consenso ma non ho recapiti :D ciao